Slackware: tenere aggiornato Gradle

L’uso di AndroidStudio per lo sviluppo di applicazioni mobile richiederà sempre di tenere aggiornata la vostra installazione locale di Gradle, azione che su Slackware potrebbe dover essere fatta manualmente (almeno attualmente è così dato che manca il pacchetto ufficiale).

Per ottimizzare questa azione, che può essere ripetitiva e noiosa nel tempo, ho realizzato un piccolo tool di download + pacchettizzazione (basandomi su quanto già presente su SlackBuilds) che:

  • scarica l’ultima versione di Gradle
  • crea il pacchetto per Slackware
  • salva il pacchetto nella directory in cui è presente lo script di pacchettizzazione

Usando quindi questo strumento non dovrete fare altro che avviarlo, aspettare che finisce e poi aggiornare il vostro sistema con quanto generato.

Vediamo quindi come utilizzare il tutto.

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Linux: Modificare directory file temporanei di Android Studio

Mentre utilizzate Android Studio per sviluppare le vostre applicazioni potreste veder crescere il numero di file, e il peso, della vostra directory di sistema deputata a memorizzare i file temporanei (generalmente stiamo parlando di /tmp), questo capita in modo molto significativo quando sono in corso operazioni di aggiornamento dell’ambiente di sviluppo e delle immagini delle varie versioni di Android che andrete ad utilizzare nell’emulatore.

Se volete evitare questo comportamento potete scegliere un’altra directory da utilizzare per i salvataggi temporanei di Android Studio, ecco come fare questa operazione da terminale (da eseguire tutte le volte per avviare l’IDE):

sostituite nel codice mostrato qui sopra i vari testi con i vostri percorsi corretti, ad esempio (come nel mio caso):

Suggerisco ovviamente di mettere tutta la sequenza di comandi in un file solo, da usare per avviare l’ambiente di sviluppo con la nuova opzione:

 

Installare Etcher su Slackware

Per la scrittura di immagini di sistemi operativi su memorie sd e/o chavette usb sono presenti svariati tool, sia puramente utilizzabili da una shell (come nel caso di dd) sia aventi una interfaccia grafica (come nel caso di UNetbootin).

In questo articolo vedremo come ottenere e pacchettizzare per la nostra amata Slackware il tool Etcher, il cui slogan è “Burn images to SD cards & USB drives, safely and easily“.

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Installazione client NextCloud su Slackware

L’uso di sistemi cloud per la memorizzazione di file è sempre più diffuso, così come è sempre più facile creare un proprio servizio di questo tipo sfruttando software opensource.

Nel corso degli ultimi anni ho provato alcune di queste soluzioni, trovandomi benissimo con OwnCloud e con NextCloud (entrambi facilissimi da installare e gestire lato server). Ovviamente una volta attivato un servizio di questo tipo va installato sulla propria macchina (o sulle proprie macchine) anche il relativo client.

Di seguito troverete il metodo che sto usando io per creare il pacchetto Slackware relativo a NextCloud.

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Ipset : versione minimale per vecchi kernel

L’uso di fail2ban è indubbiamente comodo per gestire vari aspetti di sicurezza sui propri server, ma cosa fare se il sistema che usate sfrutta un kernel piuttosto datato che non supporta la versione attuale del comando ipset ?

Una soluzione può essere quella di ricorrere ad un falso ipset,  che supporti almeno le due azioni basilari di adddel .

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Skype4Slackware : creazione del pacchetto per Slackware di SkypeForLinux

Microsoft rende disponibile sul proprio sito la versione a 64bit di Skype per Linux in formato nativo esclusivamente per distribuzioni aventi pacchetti in formato .deb oppure .rpm.

Entrambi i tipi di pacchetto sono, previa qualche elaborazione, essere riadattati per usi su altre distribuzioni, tra cui anche Slackware.

Ma se volessimo evitare di fare tutte le volte manualmente questo lavoro come potremmo fare ? Semplice, usiamo Skype4Slackware.

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Installazione Mozilla Firefox “portable” per Linux

L’installazione di Mozilla Firefox portable su Linux è un’operazione piuttosto semplice ma che può nascondere qualche insidia e qualche noia se fatta tutte le volte manualmente.

Per questo motivo ho preparato uno script che permette di fare il lavoro in modo automatizzato, permettendo così facilmente di creare una versione portable per:

  • Mozilla Firefox standard (ultima versione)
  • Mozilla Firefox ESR (ultima versione)

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Google Chrome per Slackware

Su Slackbuilds.org non sono più disponibili versioni aggiornate degli script necessari a pacchettizare per Slackware il browser Google-Chrome, per questo motivo ecco qui allegata una versione aggiornata e testata su Slackware64.

Il file google-chrome.tgz va decompresso in una directory a vostra scelta, fatto questo dovrete eseguire il file google-chrome.SlackBuild .

Alla fine del processo vi verrà indicato dove è stato salvato il vostro pacchetto aggiornato di Google Chrome.

MultiCopy – copia di un file verso più destinazioni

Avendo spesso la necessità di copiare un singolo file in varie directory ho deciso di creare un piccolo, e semplice, programmino che permetta da linea di comando di fare proprio questo, ecco quindi MultiCopy (mcp).

Il programma è utilizzabile nei seguenti modi:

  • mcp <file_sorgente> <directory_1> <directory_2> … <directory_n>
    copia il <file_sorgente> all’interno delle directory indicate
  • mcp <file_sorgente> <file_1> <file_2> … <file_n>
    copia il <file_sorgente> andando a creare/sovrascrivere i file indicati
  • mcp -b <byte_buffer> <file_sorgente> <directory_1> <directory_2> … <directory_n>
    copia il <file_sorgente> all’interno delle directory indicate sfruttando un buffer in lettura/scrittura pari a <byte_buffer>
  • mcp -b <byte_buffer> <file_sorgente> <file_1> <file_2> … <file_n>
    copia il <file_sorgente> andando a creare/sovrascrivere i file indicati sfruttando un buffer in lettura/scrittura pari a <byte_buffer>

Volendo è possibile anche usare il parametro — (due caratteri – ravvicinati) per indicare al programma che tutto ciò che segue è un nome di file e che quindi non deve essere interpretato come parametro di configurazione (utile nel caso abbiate un file che si chiama proprio come uno dei parametri accettati da mcp)

Esempi:

  • copia del file /tmp/test.txt nella directory /home/davide/ e nel file /usr/local/copia.txt
  • copia, 4096 byte alla volta, del file /tmp/test.txt in /tmp/uno.txt /tmp/due.txt
  • copia del file -b in /tmp/prova e /tmp/prova2

Il codice è disponibile su GitHub a questo indirizzo, troverete anche un paio di eseguibili già compilati (uno generico per x86-64 generato su Slackware64 ed uno generato su Raspbian per RaspberryPi 3).

Controllare D-Link DCS-960L tramite lettore rfid

Dopo aver presentato RFIDer, mostrando quindi come ottenere dati da un lettore rfid, e aver presentato un modo per gestire il rilevamento di movimento su una telecamera D-Link DCS-960L, ecco come unire le due cose in modo da accendere/spegnere il sistema di rilevamento tramite token rfid.

Come al solito monteremo il tutto sfruttando come unità di controllo un RaspberryPI.

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